16 Marzo 2016

Fertilità maschile in calo, attenzione agli eccessi a tavola e alla sedentarietà

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SOLO il 30% dei maschi europei (dato Eshre) ha una qualità ottimale degli spermatozoi. Il risultato è un crollo della fertilità. I motivi sono tanti: l'esposizione a fattori inquinanti, stili di vita non sani, malattie sessualmente trasmesse, diete scorrette e obesità se è vero, come dimostrano studi dell'Ivi, istituto valenciano di infertilità, che nell'eiaculato di uomini obesi ci sono 9 milioni di spermatozoi in meno rispetto ai normopeso. Talvolta - però - basta poco per riuscire a modificare una situazione compromessa. 

 

Della ricetta per migliorare la fertilità maschile ha parlato, al terzo congresso dell'Associazione degli Andrologi Ataliani Assai, che si è appena chiuso a Gallipoli, Eugenio Luigi Iorio, biochimico e presidente dell'osservatorio internazionale dello stress ossidativo. "Gli spermatozoi sono cellule particolari - premette - e hanno bisogno di molti nutrienti. Alcuni sono prodotti direttamente dall'organismo, altri devono essere necessariamente introdotti con l'alimentazione. Gli spermatozoi poi vengono influenzati dall'ambiente e dallo stato di salute della persona: perché un uomo sia fertile la quota di infiammazione deve essere infatti scarsa o nulla, così come deve essere contenuto lo stress ossidativo".

Lo stress.

Stress ossidativo provocato dallo squilibrio tra radicali liberi e antiossidanti. "È proprio questo rapporto che va controllato. I radicali liberi hanno infatti anche un ruolo positivo, perché sono i nostri antibiotici naturali - continua Iorio - ma nello stesso tempo sono molecole instabili, che tendono - per stabilizzarsi - a strappare elettroni ad altre molecole, quali proteine e Dna, danneggiandole. Per prevenire o attenuare l'insulto ossidativo intervengono gli antiossidanti garantendo un equilibrio biochimico e metabolico per il benessere cellulare".

Cercare l'equilibrio.

Come mantenere questo equilibrio? Con un mix di buone abitudini: niente fumo e alcolici, almeno 40 minuti al giorno di passo veloce, evitare contaminanti e ambienti inquinati, dedicarsi tempo per recuperare lo stress della giornata, magari con un buon libro. Infine la dieta. "Buone quantità di verdura a foglia o alghe, frutta, quattro volte a settimana il pesce, preferibilmente azzurro, senza esagerare con quelli di grossa taglia, frutta secca con guscio tre volte a settimana, evitare carboidrati la sera perché fanno alzare il livello di insulina, ridurre i grassi. Carne rossa una volta ogni due settimane, carne bianca anche 1 o 2 volte a settimana, se siete certi della provenienza. Inoltre i nostri legumi, buona fonte proteica, e i cereali come pasta, pane o riso, meglio se integrali", consiglia Iorio.

Il test.

Se gli spermatozoi patiscono stress ossidativo, c'è però anche modo di verificarlo con dei test sul liquido seminale, in aggiunta al normale spermiogramma: la determinazione dei perossidi lipidici nel liquido seminale e il test di frammentazione del Dna. "I perossidi vengono prodotti dall'insulto dei radicali liberi alle membrane cellulari - precisa Lamberto Coppola, segretario Assai - mentre il secondo test serve a capire se lo spermatozoo ha subito danni al suo Dna". Ovviamente la fertilità può essere pregiudicata anche da patologie. "Le malattie sessualmente trasmesse influenzano negativamente motilità e morfologia degli spermatozoi - spiega Aldo Franco De Rose, presidente Assai - ma la fertilità è a rischio anche per le prostatiti, che interessano soprattutto i giovani, per l'assunzione di alcolici e anche per le irregolarità intestinali".

 

fonte : http://www.repubblica.it/salute/benessere-donna/fertilita-e-infertilita/2015/11/02/news/fertilita_papa_si_diventa_anche_a_tavola_e_in_palestra-126477020/ 

Ultima modifica il Mercoledì, 16 Marzo 2016 16:20

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