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Tecniche di Fecondazione assistita

        1. Inseminazione intracervicale (IIC) e Inseminazione Intrauterina (IUI)
        1. Per inseminazione intracervicale o inseminazione intrauterina si intende la immissione di liquido seminale opportunamente “preparato” rispettivamente del canale cervicale o nella cavità uterina, in ciclo spontaneo ovvero previa induzione farmacologica dell’ovulazione. E’ una tecnica semplice e poco invasiva che prevede comunque un preliminare accurato studio dell’apparato genitale interno femminile, della pervietà delle tube, della funzione ovulatoria nonché dei parametri seminali del partner. Tecnicamente viene effettuata con una cannula flessibile introdotta del canale cervicale o in cavità uterina a 0,5 cm circa dal fondo, e iniettando lentamente un piccolo volume di liquido seminale trattato.
          Un accurato monitoraggio ecografico ed ormonale dell’ovulazione e la preparazione del liquido seminale rappresentano le due tappe fondamentali per il successo della tecnica.

        2. Fecondazione in vitro con transfer dell’embrione (FIVET)
          Presso il Centro associato a Roma (Fabiamater). Questa metodica messa a punto nel 1978 dall’équipe inglese di Steptoe ed Edwars, prevede l’aspirazione dei follicoli sviluppatisi nelle ovaie a seguito di una induzione di crescita follicolare multipla, l’identificazione degli ovociti, la loro classificazione, incubazione, fecondazione e sviluppo “in vitro” degli embrioni (FIV)ed i loro successivo trasferimento dell’utero materno (ET). L’intervento di prelievo degli ovociti viene eseguito sotto controllo ecografico in anestesia locale o generale, se richiesta. Si tratta di indurre un sottilissimo ago montato su una guida apposta sulla sonda ecografica attraverso la parete vaginale, seguirne il percorso sul monitor fino al raggiungimento dei follicoli distribuiti all’interno dell’ovaio ed aspirarne il liquido follicolare all’interno del quale sono contenuti gli ovociti. Il liquido prelevato viene inviato il laboratorio per l’identificazione dell’ovocita che verrà prelevato e lasciato a incubare fino al raggiungimento della maturità. Successivamente il liquido seminale “capacitato” verrà posto insieme all’ovocita in un terreno di coltura adeguato che ne garantirà la sopravvivenza e la crescita. La fecondazione dell’ovocita e la sua successiva divisione in due cellule rappresentano l’inizio dello sviluppo di un embrione. Tale divisione può essere rilevata non prima delle 50 ore e in alcune casi anche dopo le 72 ore del prelievo; durante questo periodo di attesa la coppia non potrà ricevere alcune notizie da parte dell’équipe. La paziente verrà avvertita per tempo quando si sarà deciso di effettuare il Transfer (trasferimento dell’embrione). Questo procedimento viene eseguito utilizzando una cannula che, introdotto nel canale cervicale, deposita l’embrione all’interno della cavità uterina. Tale prassi è indolore, dunque, non è richiesta alcuna anestesia. Dopo il transfer la paziente dovrà restare immobile per un cento periodo di tempo che potrà variare in relazione alle difficoltà presentate dal transfer stesso. Le nuove norme dettate dalla legge 40 del 2004 stabiliscono che degli ovociti aspirati solo tre potranno essere avviati alla fecondazione. In seguito alla sentenza n. 151 del 2009 della Corte Costituzionale, il numero di ovociti da fecondare viene concordato sulla base delle valutazioni cliniche. Gli ovociti in esubero, potranno essere, previo consenso della coppia, avviati al congelamento.

        3. Microiniezione dello spermatozoo all’interno del citoplasma ovocita rio (ICSI)
          Presso i Centri associati di Roma (Fabiamater) e Progenia (Mesagne)
          Questa tecnica rappresenta la più avanzata delle strategie impiegate per la soluzione di un problema di sterilità di coppia. Più specificamente,essa consente di affrontare il problema della sterilità da fattore maschile. Infatti le indicazioni alla tecnica sono rappresentate da tutte quelle condizioni di alterazione del campione seminale che non consentono di utilizzare la tecnica FIVET o da precedenti esperienze fallimentari di FIVET (assenza di fecondazione) anche con campioni seminali apparentemente normali. La fecondazione in vitro mediante ICSI prevede che il singolo spermatozoo venga inserito, per mezzi di microago, direttamente all’interno della cellula uovo. Questa rappresenta l’unica, fondamentale, variante rispetto alle altre tecniche nelle quali è prevista la fecondazione in vitro. La ICSI, infatti, comporta le stesse modalità di esecuzione delle fasi di stimolazione ovarica, monitoraggio e trasferimento degli embrioni. Una variante della ICSI classica, di recente introduzione, è rappresentata dalla IMSI che consiste nell’iniezione intracitoplastica di spermatozoi morfologicamente selezionati con alto potere di ingrandimento.

        4. Crioconservazione del liquido seminale
          In Puglia dal 1986 il Centro Tecnomed è stato il primo Centro ad occuparsi di crioconservazione del liquido seminale in pazienti candidati a trattamenti oncologici in collaborazione con i centri oncologici pugliesi e non.
          La crioconservazione del liquido seminale e/o degli spermatozoi prelevati chirurgicamente è una tecnica che viene utilizzata per poter procedere all’inseminazione degli ovociti a prescindere dalla presenza o dallo stato di salute del partner maschile. La metodica utilizzata ormai da molti, consente di utilizzare i gameti nel tempo mantenendo inalterata la loro capacità fecondante.


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