CentroTecnomed

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Il Vera +Plus® è il test prenatale non invasivo più avanzato ed accurato attualmente disponibile.

Rileva aneuploidie, duplicazioni o delezioni in ogni cromosoma fetale.


Come funziona?
Durante la gravidanza, alcuni frammenti del Dna del feto circolano nel sangue materno. Il DNA fetale consiste in corti frammenti di DNA (~145/200 bp) presenti nel plasma in percentuali variabili a seconda del periodo gestazionale e derivanti dai trofoblasti placentari.

Tale DNA è rilevabile a partire dalla 5° settimana di gestazione; la sua concentrazione aumenta nelle settimane successive e scompare subito dopo il parto.

La quantità di DNA fetale circolante dalla 9°-10° settimana di gestazione è sufficiente per garantire l’elevata specificità e sensibilità del test.

 

 

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L’esame Vera +Plus® è il miglior test nei seguenti casi:

• Gravidanze in cui è controindicata la diagnosi prenatale invasiva

(es. rischio di aborto spontaneo)

• Screening del primo trimestre (Bi-Test) positivo

• Età materna avanzata (>35 anni)

• Positività ai test di screening del primo o secondo trimestre

• Quadro ecografico di anomalie fetali suggestive di aneuploidia

• Anamnesi personale/familiare di anomalie cromosomiche

• Partner(s) della coppia portatore(i) di Traslocazione bilanciata.

Tutte le donne in gravidanza con un età gestazionale di almeno 10 settimane possono eseguire il test. E' possibile eseguire il test Vera +Plus® in caso di:

• gravidanze singole

- ottenute mediante concepimento naturale

- ottenute con tecniche di fecondazione assistita omologhe

- ottenute con tecniche di fecondazione assistita eterologhe

• gravidanze gemellari

- ottenute mediante concepimento naturale

- ottenute con tecniche di fecondazione assistita omologhe

- ottenute con tecniche di fecondazione assistita eterologhe

• precedenti gravidanze andate a termine

• precedenti gravidanze esitate in aborto spontaneo o seguite da interruzione volontaria di gravidanza

 

La rivoluzione del consenso informato

 

Fra le novità presentate durante la III Congresso Nazionale dell'ASS.A.I. il «Certior»,
software per il Video Consenso Informato, ha rappresentato certamente uno dei temi caldi. 

A presentarlo l’avvocato Gianluca Mari, specializzato nella tutela legale di medici e strutture sanitarie, in una relazione condotta dal Dottor Carmelo Galipò, Presidente della Accademia Italiana della Medicina Legale, sostenitore del progetto, che ha validato con l’Accademia l’importanza di una tale innovazione.

 

Certior è pensato anche per le strutture private e pubbliche, dove la complessità delle prestazioni erogate (chirurgiche e diagnostiche), richiede un'attenzione particolare nella rappresentazione del Consenso Informato.

Anche i Centri diagnostici ed i Laboratori di Analisi sono soggetti all'obbligo di prestare il consenso informato al paziente per molteplici tipologie di prestazioni, Certior è la soluzione che permette di assolvere a tale obbligo.
 

Per saperne di più potete visitare www.certior.it

 

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Oltre cinquanta milioni di uomini nel mondo sono ricorsi a vasectomia o sterilizzazione maschile che dir si voglia.

Un intervento considerato definitivo, anche se non è del tutto vero e con efficacia contraccettiva che si avvicina al cento per cento.
In Italia pochissimi medici la eseguono, sia per la scarsa chiarezza legislativa che per la mancanza di rimborsabilità da parte del Sistema Sanitario. Motivo per cui la neonata ASS.A.I, l'Associazione Andrologi Italiani, che si è appena riunita a Camogli per il suo primo congresso nazionale, proporrà linee guida per la regolamentazione della procedura. Dal 1999 al 2005 in Italia sono state effettuate solo 1717 vasectomie, dal 2005 non ci sono dati certi, neppure sui ripensamenti che, globalmente, incidono dal 2 al 6 per cento. La vasectomia, infatti, grazie anche alle nuove tecniche microchirurgiche, è diventata meno "definitiva" di quanto non fosse in passato tanto che alcuni uomini chiedono la ricanalizzazione, con il risultato di gravidanze spontanee che arrivano al 60 per cento.
Sono i dati dello studio presentato da Giovanni Andrea Coppola e Valerio D' Orazi, della microchirurgia andrologica della casa di cura accreditata Fabia Mater di Roma.


Giovanni Andrea Coppola

presenta i dati al Congresso Nazionale Ass.A.I

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«È importante spiegare bene prima dell' intervento che psicologicamente la vasectomia vuol dire rinunciare alla propria fertilità - premette Coppola - perché non è detto che la ricanalizzazione funzioni e le aspettative potrebbero essere eccessive. Oggi, però, in Italia, il problema semmai è l' opposto, alcuni medici non eseguono vasectomie per timore di ripercussioni medico-legali. In realtà non si configura nessun tipo di reatoe l' intervento può essere eseguito anche in ospedale, sebbene non si preveda un rimborso». Privatamente può costare da 500 a 3000 euro. L' intervento è ambulatoriale e dura circa un quarto d' ora. «Si procede in anestesia locale - spiega Valerio D' Orazi - con una incisione sullo scroto di circa 1 centimetro per esteriorizzare i tubicini che trasportano gli spermatozoi che vengono poi legati e sezionati. La dimissione in genere è dopo due-tre ore. Una possibile complicanza, rara, è un lieve ematoma scrotale. L'efficacia contraccettiva si ha dopo circa tre mesi e va testata con 3 spermiogrammi successivi a distanza di un mese». Se l' intervento in sé è semplice, bisogna dedicare molto tempo al consenso informato e alla selezione del paziente, per capire le sue motivazioni ed evitare un pentimento futuro. «Prima dell' intervento si dovrebbe consigliare sempre di congelare gli spermatozoi - continua Coppola - ma è possibile utilizzare quelli prelevati direttamente dai testicoli per una paternità con tecniche di fecondazione assistita».

Molti temono di perdere la potenza sessuale o di non riuscire a raggiungere l' orgasmo. «Non è così - precisa Aldo Franco De Rose, presidente Ass.A.I., urologo e andrologo al San Martino di Genova - non ci sono controindicazioni né effetti collaterali importanti. È però indispensabile affidarsi ad esperti in microchirurgia, anche per poter consentire eventualmente una ricanalizzazione in futuro. Inoltre, è corretto informare sempre la partner. Come Ass.A.I. proporremo l' istituzione di un registro nazionale per le vasectomie, siamo tra i pochi a non avercelo»

 

Presidenti onorari: A. Chiàntera, C. Gigli, P. Scollo, V. Trojano

Presidenti: A. Belpiede, M. Cantatore, P.L. Sozzi

 

MAIN TOPICS

  • Nuovi orientamenti della diagnosi prenatale non invasiva
  • Percorso nascita in Puglia: protocolli e linee guida
  • Induzione del travaglio di parto
  • Raccolta cellule cordonali e placenta
  • Diabete in gravidanza
  • Ipertensione e pre-eclampsia
  • Ambulatorio gravidanza fisiologica e management gravidanza a termine
  • Cartella clinica informatizzata
  • Nutrizione e cresita fetale e neonatale
  • Parto pre-termine: diagnosi e trattamento
  • Parto post-termine: gestione
  • IVG legge 194: terapia farmacologica versus chirurgia
  • Focus menopausa
  • Uso laser CO 2 in menopausa
  • Nuove frontiere in contraccezione
  • Oncofertilità
  • Oncologia ovaio e endometrio
  • Endometriosi infiltrante
  • AOGOI PER TE
  • Responsabilità professionale tutela legale e colpa grave
  • Tavola rotonda: giuristi, magistrati, periti (CTU, CTP)
  • Focus uroginecologia
  • Pianeta PMA

 

Programma Congresso

SOLO il 30% dei maschi europei (dato Eshre) ha una qualità ottimale degli spermatozoi. Il risultato è un crollo della fertilità. I motivi sono tanti: l'esposizione a fattori inquinanti, stili di vita non sani, malattie sessualmente trasmesse, diete scorrette e obesità se è vero, come dimostrano studi dell'Ivi, istituto valenciano di infertilità, che nell'eiaculato di uomini obesi ci sono 9 milioni di spermatozoi in meno rispetto ai normopeso. Talvolta - però - basta poco per riuscire a modificare una situazione compromessa. 

 

Della ricetta per migliorare la fertilità maschile ha parlato, al terzo congresso dell'Associazione degli Andrologi Ataliani Assai, che si è appena chiuso a Gallipoli, Eugenio Luigi Iorio, biochimico e presidente dell'osservatorio internazionale dello stress ossidativo. "Gli spermatozoi sono cellule particolari - premette - e hanno bisogno di molti nutrienti. Alcuni sono prodotti direttamente dall'organismo, altri devono essere necessariamente introdotti con l'alimentazione. Gli spermatozoi poi vengono influenzati dall'ambiente e dallo stato di salute della persona: perché un uomo sia fertile la quota di infiammazione deve essere infatti scarsa o nulla, così come deve essere contenuto lo stress ossidativo".

Lo stress.

Stress ossidativo provocato dallo squilibrio tra radicali liberi e antiossidanti. "È proprio questo rapporto che va controllato. I radicali liberi hanno infatti anche un ruolo positivo, perché sono i nostri antibiotici naturali - continua Iorio - ma nello stesso tempo sono molecole instabili, che tendono - per stabilizzarsi - a strappare elettroni ad altre molecole, quali proteine e Dna, danneggiandole. Per prevenire o attenuare l'insulto ossidativo intervengono gli antiossidanti garantendo un equilibrio biochimico e metabolico per il benessere cellulare".

Cercare l'equilibrio.

Come mantenere questo equilibrio? Con un mix di buone abitudini: niente fumo e alcolici, almeno 40 minuti al giorno di passo veloce, evitare contaminanti e ambienti inquinati, dedicarsi tempo per recuperare lo stress della giornata, magari con un buon libro. Infine la dieta. "Buone quantità di verdura a foglia o alghe, frutta, quattro volte a settimana il pesce, preferibilmente azzurro, senza esagerare con quelli di grossa taglia, frutta secca con guscio tre volte a settimana, evitare carboidrati la sera perché fanno alzare il livello di insulina, ridurre i grassi. Carne rossa una volta ogni due settimane, carne bianca anche 1 o 2 volte a settimana, se siete certi della provenienza. Inoltre i nostri legumi, buona fonte proteica, e i cereali come pasta, pane o riso, meglio se integrali", consiglia Iorio.

Il test.

Se gli spermatozoi patiscono stress ossidativo, c'è però anche modo di verificarlo con dei test sul liquido seminale, in aggiunta al normale spermiogramma: la determinazione dei perossidi lipidici nel liquido seminale e il test di frammentazione del Dna. "I perossidi vengono prodotti dall'insulto dei radicali liberi alle membrane cellulari - precisa Lamberto Coppola, segretario Assai - mentre il secondo test serve a capire se lo spermatozoo ha subito danni al suo Dna". Ovviamente la fertilità può essere pregiudicata anche da patologie. "Le malattie sessualmente trasmesse influenzano negativamente motilità e morfologia degli spermatozoi - spiega Aldo Franco De Rose, presidente Assai - ma la fertilità è a rischio anche per le prostatiti, che interessano soprattutto i giovani, per l'assunzione di alcolici e anche per le irregolarità intestinali".

 

fonte : http://www.repubblica.it/salute/benessere-donna/fertilita-e-infertilita/2015/11/02/news/fertilita_papa_si_diventa_anche_a_tavola_e_in_palestra-126477020/ 

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